share Odissea Quotidiana: La crisi del trasporto pubblico a Roma

La crisi del trasporto pubblico a Roma


Tram a Porta Maggiore negli anni '60 - Da Roma Sparita

Se fino al 1950 la politica del trasporto romano era stata orientata al potenziamento della rete filoviaria come principale mezzo di trasporto pubblico, nei primi anni del successivo decennio inizia, al contrario, a farsi strada la possibilità, anzi la convenienza, di sostituire l’autobus al filobus su molti percorsi. E da qui iniziano i problemi




Nel 1954, anche per l'istituzione del quadrilatero di scorrimento a senso unico, si avvia l’eliminazione del filobus da molte linee centrali, e di conseguenza, l’Atac passa all'ampliamento del parco di autobus, operazione che, iniziata nel 1954, si conclude in prima fase nel 1960.

Ma non solo. Secondo altre teorie non andò proprio così. La riduzione della rete tranviaria era iniziata con la riforma del trasporto pubblico romano del 1930 ed agli inizi degli anni '60 le linee servite dai tram non erano molte di più di quelle attuali. 


Fu la rete filoviaria, che era la più estesa d'Europa, ad essere interamente smantellata a partire dal 1960 fino a che, nel luglio del 1972 l'ultima corsa dell'ultimo filobus – il 47 – terminò  nell'indifferenza dei romani.

Altri ancora ritengono che sia stato Mussolini con la sua riforma a far sprofondare il trasporto pubblico romano: fece infatti la rete a forma di “ciambella col buco in mezzo”, idea pessima per chi dalla periferia fosse diretto in centro, ma eccellente per i collegamenti fuori del centro, tra le periferie e, cosa più importante la rete tramviaria pareva reggere. Per cui questa riforma forse non ebbe effetti, almeno diretti.

I giornali dell'epoca però non sembrano avere dubbi:




Qual è l'origine di tutti i disastri dei trasporti a Roma? inutile girarci intorno o cercare risposte parziali. Eccola qui la risposta. Questa è la madre di tutte le disgrazie: OLIMPIADI 1960. Con i giornali che titolavano: “L'Atac in rovina per il piano Greggi”

Tutti i programmi furono stravolti dalla trasformazione delle linee filoviarie, come già accennato, e dall'aumento dei tempi di percorrenza delle linee forzatamente modificate.

In quest'ultimo caso il mantenimento delle frequenze comportando l'aumento del numero delle vetture da impiegare sulla relativa linea, col risultato che i nuovi autobus acquistati previsti 

  • per l'estensione del servizio periferico;
  • per mettere la parola fine al residuo materiale anteguerra ancora in servizio
  • per il servizio delle linee celeri
furono utilizzati per coprire i primi danni causati dalle varianti messe in atto e di ciò approfittano vari imprenditori privati.

Pertanto il tram fu relegato a una funzione marginale, sostituito dagli autobus, già da subito insufficienti e dalla chimera di una futura vasta rete di metropolitane.



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