giovedì 8 giugno 2017

C 'era una volta Bernokkiland, un tranquillo villaggio di periferia...

C 'era una volta Bernokkiland, un tranquillo villaggio di periferia con una chiesa, una piazza e una stazione dove tanti treni andavano e venivano incessantemente per portare le persone in città. Nella stazione non ci abitava nessuno...

Le telecamere e la sirena (nascoste)


La guardia che doveva stare attenta ai ladri era stata sostituita dalle telecamere e da una sirena pronta a suonare se un ladro cattivo si avvicinava.

Il signore che faceva i biglietti per risparmiare era stato tolto e sostituito da due robot, controllati dalle telecamere e da una sirena pronta a suonare se un ladro cattivo si avvicinava

Il signore che doveva controllare che i passeggeri salissero sul treno solo dopo aver fatto il biglietto era stato sostituito dalle telecamere e da una sirena pronta a suonare

Una notte di Giugno, però, un ladro malvagio entrò nella stazione e mentre i robot dormivano rubò tutti i biglietti e le monetine. Era stato molto fortunato: sia le telecamere che la sirena quella notte (come tutte le notti) stavano dormendo e non si accorsero della sua presenza.


Il ladro cattivo
Prima di scappare via il ladro decise di lasciare un ricordo della sua cattiveria nella stazione e ruppe tutti i robot che facevano i biglietti.

I robot scassati
Quando il sole tornò a splendere il giorno dopo e il villaggio cominciò a svegliarsi tutti si accorsero di quel che era successo.

"AL LADRO !" - cominciarono ad urlare
"AL LADRO !" - urlò la telecamera
"AL LADRO !" - urlò la sirena
"AL LADRO !" - urlò il capotreno
"AL LADRO !" - urlò il macchinista
"AL LADRO !" - urlò il passeggero

Lo sceriffo del villaggio, sentite queste urla, corse di fretta in stazione, scortato da due guardie per capire cosa stesse accadendo.


Lo sceriffo del villaggio
"AL LADRO" - urlarono le guardie alla vista dei robot distrutti
"AL LADRO" - urlò lo sceriffo, dopo aver scoperto che le telecamere e la sirena erano rimaste a dormire invece di far la guardia

Mentre tutti erano impegnati ad urlare, non c'era nessuno ad aggiustare i robot, a vendere i biglietti alle persone che arrivavano in stazione o a controllare che le persone salissero sui treni dopo aver fatto il biglietto. Nel frattempo chi doveva andare in città, passava indisturbato e saliva sul treno senza fare il biglietto.

Le urla, sempre più forti, arrivarono finalmente al castello dove viveva Linda, la regina magica dei treni che... continua su
AttaccheteArBus

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