domenica 24 agosto 2014

Festeggiamo i 90 anni della Roma-Lido

90 anniversario della Roma-Lido
Solitamente non amo parlare di me (bugia...), ma devo dire che mi era molto piaciuto l'articolo di Laura Bogliolo sul Messaggero che celebrava i 90 anni della Roma-Lido. L'articolo è un pò datato, è del 10 agosto, ma le vacanze sono vacanze...

Il paragone con Aldo Fabrizi è irriverente, ma mi onora moltissimo... ringrazio e leggo divertito.

La famiglia Passaguai due punto zero

Con questo immenso spazio
che ci offre questo #Caf
la #gentedeltreno si sente
perduta #nunsoabituati
@GandalfilGrigi1 

Neanche la famiglia Passaguai avrebbe potuto fare di meglio. Lo scatto per salire per primi è simile, anche le astuzie per cercare di accaparrarsi lo spazio vitale che può evitare di essere colti da crisi di panico. Nel 1951 Aldo Fabrizi raccontava la disavventura di una famiglia romanissima che voleva trascorrere una domenica al mare (era Fiumicino).

«Quando arriva il bus?» gridava Ave Ninchi poco prima delle 7 del mattino. È passato mezzo secolo e raggiungere il mare di Roma (stavolta Ostia) è ancora una traumatica esperienza tratteggiata nell’era dei nativi digitali da cinguettii su Twitter. Armati di smartphone sono diventati perfetti cronisti di una realtà che a volte sembra superare la fantasia del miglior sceneggiatore figlio del Neorealismo. I ritardi sulla Roma-Lido, i vagoni ghiacciati d’inverno e bollenti d’estate, le corse saltate, i tornelli lasciati aperti e le immagini della sporcizia (a volte anche chiazze di sangue) che i pendolari devono sopportare.

Si spostano solo da un municipio all’altro di Roma, eppure sembra debbano avventurarsi nella savana. In cima alla lista delle Twitter Star c’è l’utente che cura l’account @iltrenoromalido. L’ho sentito più volte, non ha mai voluto svelare la sua identità. Ogni giorno racconta quello che lui definisce «l’horror show» della Roma-Lido, dà notizie in diretta sui disagi, crea vignette esilaranti e raccoglie le disavventure dei pendolari. A suo modo è una sorta di Aldo Fabrizi 2.0 (non si offenda nessuno però): immerso nel neorealismo dello sfascio dei mezzi pubblici a Roma.

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