giovedì 19 dicembre 2013

Visto con i miei occhi

Tutti contro tutti – Pendolari contro pendolari, pendolari contro dipendenti Atac – Ho visto cose irei sera che voi umani non potete nemmeno immaginare – Qui tutta la cronaca di un’ora e mezza di follia a Piramide, vista con i miei occhi - Mi domando ma ci sarà un responsabile della roma-Lido, e se c’è renderà conto a qualcuno del suo operato fallimentare? n_1316504593_ho_visto_cose_che_voi_umani____
Come un vero cronista, voglio raccontarvi quello che è successo ieri sera a Porta San Paolo, senza aggiungere opinioni personali, almeno in questa prima parte.
IMG_20131218_170704Ore 17,05 arrivo in stazione aspettadndomi il peggio, i tabelloni raccontano una triste storia “I treni partono ogni mezzora” e gli altoparlanti annunciano il prossimo treno alle 17.30, vedo un conciliabolo davanti all’ufficio del capostazione tra pendolari increduli, macchinisti e addetti alla stazione, i toni sono accesi, ma sembra tutto nella norma.
Mi allontano dal gruppo per fumare una sigaretta, senza dare fastidio al prossimo, il mio treno partirà alle 17.30; mentre cammino davanti a me vedo il presidio degli addetti alle pulizie che protestano per il loro stipendio, per la loro vita, proseguo, ma un annuncio anomalo cattura la mia attenzione: chiamano la vigilanza della stazione all’ufficio del capostazione.
In pochi secondi la scena è completamente cambiata: il gruppo dei protestanti è decisamente più nutrito ed i toni si sono deteriorati, ora tra i pendolari ed i dipendenti atac c’è la vigilanza. Le frasi che capto sono minacciose e si ventila l’opzione di chiamare la polizia, qualcuno lo fa.
IMG-20131218-WA0003Nel frattempo il capannello è sempre più corposo, la Metro B continua a vomitare gente che stupita si chiede il perchè dei ritardi, gli animi si accendono, la porta del capostazione di chiude, ma è un attimo, si sentono urla e rumori di vetri IMG-20131218-WA0002rotti ed ancora urla, dolore misto a rabbia, qualcuno si è ferito e la porta dell’ufficio è rotta, evidentemente il ferito non voleva che il capostazione chiudesse quella porta. Adesso la polizia la si chiama sul serio, senza minacce preventive.
Sono le 17.30 ed il treno, ignaro, da il segnale di partenza, la gran parte delle persone del capannello corre verso il treno, deve tornare a casa, scatenando la reazione furente dei pendolari che invece stavano manifestando la loro rabbia.
Chiamano la polizia, dicevo, ma la polizia pare far finta di niente, mi passa vicino un pendolare che urla al telefono “Ma come mi chiedete l’indirizzo della Stazione, non lo sapete già… ma che ne so… come? Se non vi do l’indirizzo non potete intervenire?” ed altri improperi che non aggiungerebbero nulla alla narrazione.
1387386695011Ore 17.40 Mi sposto sul binario 2, il binario dove da li a venti minuti è prevista la partenza del treno e mi unisco ai macchinisti ed ai pendolari che parlano insieme dei loro guai, diversi per tipo, ma uniti dalla stessa causa, ci scopriamo vittime dello stesso carnefice. Qui gli animi sono molto meno tesi. Solo qualche persona ha atteggiamenti polemici, ma non vanno oltre e così passa il tempo.1387383797199
Mancano pochissimi minuti alla partenza dell’agoniato e strapieno Caf, quando una signora che prima manifestava davanti al capotreno fende la folla in banchina e si dirige a passo spedito verso le scalette. Scende dalla banchina e di mette sui binari davanti al treno.
Questa è la miccia che fa scoppiare l’incendio: la signora è seguita da una decina di altre persone che condividono con lei protesta e metodi, altri invece vedendo sfumare l’idea di partire da li a pochi minuti manifestano il loro dissenso. i macchinisti chiamano la vigilanza, io fermo un ragazzo che voleva dimostrare in maniera più consistente alla signora la sua voglia di partire.
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Le urla si mischiano in una babele di opinioni: chi a favore, chi contro, chi molto contro. nel frattempo arriva la polizia, ma evidentemente non possono fare nulla, pochi minuti e se ne vanno.
1387387875817Monta la rabbia e le quotazioni dei manifestanti sono in netto crollo, fino a che in un modo o nell’altro, sopratutto nell’altro, riescono a convincere i ribelli ad abbandonare la loro protesta.
Ore 18.27 il treno, stipato oltre il limite parte tra muggiti di festa. Si torna a casa.
Fine della storia
Tutti contro tutti: Pendolari contro pendolari, pendolari contro dipendenti Atac, i responsabili di tutto ciò beatamente seduti da qualche altra parte, approposito, ma ci sarà un responsabile della roma-Lido, e se c’è renderà conto a qualcuno del suo operato fallimentare? Lo spero.
















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