mercoledì 5 luglio 2017

Più scioperi e meno bus: gli utenti romani sono cittadini di serie B

Aumentano i costi delle strisce blu ma diminuiscono gli autobus a disposizione della collettività. La città è invasa da turisti che fremono per vedere le bellezze cittadine e l’ennesimo sciopero dei trasporti li lascerà a piedi tra l’afa e i sampietrini. Da qualche anno a Roma c’è una categoria che è finita nel dimenticatoio, priva di rappresentanza politica e di qualsiasi tipo di tutela: l’utenza.



Da RadioColonna

Aumentano i costi delle strisce blu ma diminuiscono gli autobus a disposizione della collettività.

La città è invasa da turisti che fremono per vedere le bellezze cittadine e l’ennesimo sciopero dei trasporti li lascerà a piedi tra l’afa e i sampietrini.

Da qualche anno a Roma c’è una categoria che è finita nel dimenticatoio, priva di rappresentanza politica e di qualsiasi tipo di tutela: l’utenza.

Categorie cittadine particolarmente irruente possono bloccare la città o far recedere l’amministrazione dai propri intenti, come dimostrano gli ambulanti e la decadenza delle licenze a rotazione. Un po’ di maretta, il rischio di perdere un po’ di voti e via: il Comune di Roma s’è detto pronto a rivedere il provvedimento licenziato il I giugno.

L’utente romano ha in mano la pallottola spuntata dell’indignazione e quella più affilata del voto: la prima genera borbottii, la seconda dovrebbe contribuire a far cambiare le cose, a migliorare la vita cittadina. E invece no, le rivendicazioni sindacali e gli scioperi, giusti e non, vanno a colpire sempre loro – gli utenti – che non hanno un tavolo su cui sbattere i pugni e a cui manca un taxi o camion bar da mettere di traverso per bloccare la circolazione. Loro che dal 2018 potrebbero pagare fino a 3 euro all’ora per parcheggiare sulle strisce blu.

Un aumento che in una città funzionante sarebbe un modo nobile per incentivare i mezzi pubblici, ma a Roma si trasforma nell’aumento meschino di un tariffa che penalizza tutti coloro che lavorano nel Centro Storico e che non hanno mezzi pubblici che li portino al posto di lavoro. E hai voglia a dire – come ha fatto l’assessora ai Trasporti Linda Meleo – che verranno stanziati 20 milioni di fondi europei per i parcheggi di scambio dove lasciare la macchina e prendere gli autobus: i mezzi non ci sono.

Il 26 giugno è stato toccato il record di 18 linee soppresse per assenza mezzi, una moria già annunciata tacitamente da Roma Capitale e ATAC nel contratto di servizio

Giovedì ci sarà un ennesimo sciopero dei mezzi con i consueti disagi, le code alle fermate, i residenti sconfortati e i turisti increduli.

Un copione che è ormai è entrato negli usi e costumi dell’Estate Romana, prima sinonimo di kermesse estive e ora teatro del far west dei servizi cittadini.

Ma l’amarezza dei turisti durerà qualche ora, quella dei romani dura da anni, aspettando qualcuno che si occupi davvero di loro.


Di Giacomo di Stefano per Radio Colonna. Giacomo è un giornalista che, oltre per Radio Colonna, scrive anche per Il Messaggero e Wired Italia di Tecnologia, politica e cronaca di Roma.

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