domenica 16 luglio 2017

Incidente in MetroB - Di chi è la colpa?

Giovedì 13 luglio nella stazione di Termini una donna resta incastrata tra le porte di un treno MB100 e viene trascinata per tutta la banchina di stazione. Di chi è la colpa? Del macchinista che mangiava? Dei sistemi di sicurezza che non hanno funzionato? Della signora? Abbiamo provato ad analizzare pinto per punto è questo è il risultato della nostra analisi.




Giovedì 13 luglio nella stazione di Termini della linea B della metropolitana una donna è rimasta incastrata tra le porte di un treno ed è stata trascinata per quasi tutta la banchina di stazione. 

La donna, di nazionalità bielorussa, è stata poi trasportata in codice rosso all'ospedale San Giovanni. Ha riportato lesioni gravi, ma non è in pericolo di vita.

Successivamente sabato 15 luglio sul sito del Corriere della Sera è stato pubblicato il video estratto dalle telecamere di stazione che ha fatto il giro del web.



Le immagini hanno mostrato come l'incidente è avvenuto per una molteplice combinazione di eventi accidentali: il macchinista che, pur avendo controllato lo specchietto retrovisore, mangiava in cabina, la donna che è salita e poi scesa molto probabilmente quando era già attivo il cicalino di chiusura porte, la borsa che è rimasta impigliata in maniera tale da non far scattare i microswitch delle porte per l'arresto d'emergenza.


Proprio in ragione di questa serie di eventualità, non si può affermare che la colpa dell'accaduto sia unicamente attribuibile al macchinista.


Al di là delle responsabilità e delle circostanze, che i magistrati chiariranno nelle sedi opportune, l'episodio ha rimesso in discussione il tema della sicurezza nelle metropolitane: il sistema delle linee romane può dirsi sicuro?


Per rispondere alla domanda è necessario distinguere la sicurezza dei sistemi dall'efficacia della sorveglianza, ovvero l'insieme dei sistemi di telecomunicazione e protezione dalla gestione di questi.


Dal punto di vista gestionale è evidente l'insufficienza che ogni giorno denota la sicurezza nelle nostre linee: taccheggiatori, questuanti e venditori abusivi popolano le metropolitane nonostante le guardie giurate Atac, i Carabinieri e i Militari presenti in quantità massiccia da più di un anno a questa parte. 

Si tratta di un problema non solo legato alla disponibilità di uomini, ma anche burocratico-legislativo, visto che taluni individui noti alle forze dell'ordine vengono spesso arrestati e rilasciati nel giro di poche ore.


Rispetto invece alla sicurezza dei sistemi in sé e per sé, tolto il mancato adeguamento alle norme antincendio che avverrà necessariamente entro il 2021, le metro A e B di Roma sono rispondenti agli standard vigenti.


Gli allarmi di bordo, i cui dettagli potete leggere a pagina 41-42 del Regolamento Circolazione Treni vigente, sono testati periodicamente dai funzionari dell'Ufficio speciale trasporti a impianti fissi (USTIF) del Ministero dei Trasporti.

Non è l'età del treno a comprometterne la sicurezza, semmai la scarsa manutenzione, che nel caso specifico degli allarmi avviene invece con regolarità.


Se nulla è andato storto, come è possibile che sia avvenuto questo incidente?


E' chiaro che per ogni sistema di sicurezza il rischio zero non esisteseppur sia un obiettivo costantemente da perseguire. 

Sui nuovi treni CAF sono montate delle telecamere che aiutano il macchinista nel monitoraggio della salita e nella discesa dei passeggeri, anche se le immagini sono spesso poco nitide per lo sporco che si accumula sul vetro protettivo.

Per incrementare quindi il sussidio ai macchinisti, come piattaforma sentiamo di sostenere caldamente l'installazione di telecamere a terra (e relativi schemi in testa al treno) che inquadrino i vagoni o, alternativamente, di specchi parabolici che incrementino la visibilità di banchina.


Queste soluzioni hanno già trovato ampia diffusione in città come Atene, Lisbona e Madrid, che sono gli esempi che portiamo oggi alla vostra attenzione. 
 
Metropolitana di Madrid
Metropolitana di Lisbona


Metropolitana di Atene
Metropolitana di Atene

Un primo pacchetto di interventi dovrebbe riguardare le stazioni più utilizzate, ovvero:
  • Linea A;
    • San Giovanni
    • Manzoni
    • Vittorio Emanuele
    • Termini
    • Repubblica
    • Barberini
    • Spagna
    • Flaminio
    • Lepanto
    • Ottaviano
  • Linea B;
    • Piramide
    • Circo Massimo
    • Colosseo
    • Cavour
    • Termini 
    • Tiburtina FS

Ribadiamo pertanto che, sebbene ci siano ovviamente responsabilità, ma non è questa la sede dove discuterne, a nostro avviso l'incidente è da addebitare soprattutto ad una serie di nefaste fatalità.

Autori: @TplRoma e @TreninoBlu per Odissea QuotidianaStudente, appassionato di trasporti e utente della #linea90. @TreninoBlu riporta voci di pendolari che vorrebbero essere ascoltati. Racconto storie dalla #TerminiCentocelle. 

2 commenti :

Attaccati Al Bus ha detto...

Rispondere agli standard non significa necessariamente essere metro sicure.
Aggiungerei alle valide considerazioni già fatte, per le stazioni più frequentate come termini, un sistema di doppie porte (treno+banchina). La doppia porta avrebbe impedito la partenza del treno in quanto la porta sulla banchina non si sarebbe chiusa facendo scattare l'allarme.
L'altro importantissimo vantaggio della doppia porta sarebbe quello di evitare che qualcuno finisca sui binari nelle ore di maggiore affluenza o che qualcuno compia volontariamente qualche gesto inconsulto.
Le doppie porte sono già presenti sulla metro C, il treno, a guida automatica, riesce ad allinearsi senza problemi alle porte esterne. Nel caso di metro a e b, a guida manuale, sarebbe necessaria una maggiore precisione dei macchinisti in fase di fermata del convoglio o meglio un arresto automatizzato del treno.

Paolo M. ha detto...

Roma metropolitane, avendo 164 tecnici e solo 4 cantieri attivi della C è San Giovanni MC in collaudo, con tutta calma, sta lavorando sul progetto di semiautomazione delle linee A e B, del 2008, che prevede tra le altre cose le porte di banchina in tutte le stazioni, tenendo conto che è uno dei pochi interventi previsti sulle metropolitane di questa giunta.

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