domenica 14 maggio 2017

Perchè a Roma anche pagare il parcheggio è così difficile?

Il terrore nei confronti del traffico cittadino di Roma mi porta a evitare scorribande in centro con la mia vecchia Nissan, ma il problema di dove e soprattutto come parcheggiare. Atac riesce a metterti in difficoltà anche in queste cose - Ancora una volta ciascuno di noi è chiamato a dare il proprio contributo e a non accettare questo stato di autocompiacente rassegnazione!





Di matbarile per Odissea Quotidiana

Il terrore nei confronti del traffico cittadino di Roma mi porta a evitare scorribande in centro con la mia vecchia Nissan con ricerche spasmodiche di parcheggio annesse.

Ma il fine settimana può capitare di tentare quest'avventura e così è stato questo sabato 29 aprile. Arrivo in zona Porta San Paolo e trovo facilmente parcheggio nelle strisce blu ma mi accorgo di non avere spicci per il pagamento alle macchinette: sciagura! 

Questa mia dimenticanza mi rende edotto di come l'inefficienza di Atac non abbia risparmiato neanche questo semplice servizio! Come si fa a pagare la sosta in striscia blu senza spicci? L'ignaro autista non può saperlo: sulle emettitrici non c'è alcuna indicazione né in italiano né tantomeno in inglese

Provo a inserire bancomat e carta di credito nella fessura all'uopo prevista ma niente da fare! La macchinetta non risponde. L'unico modo (appreso dall'esperienza e dal buonsenso ma non riportato in alcuna spiegazione espressa) è l'inserimento preventivo di moneta. Più monete inserisci, più in là si sposta l'orario di scadenza del permesso.

Ma come possiamo fare? Siamo fortunati: qualche negozio è ancora aperto e mia moglie compra dell'acqua per ottenere delle monete di resto. Sono troppe ma non ho scelta: inserisco 4 euro e pago la sosta fino al 2 maggio alle 12:00. Resto mancia!

Il danno è chiaro, ma la procedura Atac non è completa se non c'è la beffa. Così la macchinetta emette la ricevuta con la scritta beffarda:"A Roma paghi la sosta anche col telefonino! Scopri come su atac.roma.it".

Ma due domande nascono spontanee: 

  1. Ma un adesivo da apporre sulle macchinette con le indicazioni per il pagamento è chiedere troppo? Almeno potremmo sapere se bancomat e carte di credito sono ammesse o se il fatto che non siano lette è un problema della macchinetta.
  2. Ma un turista straniero come può fare? Sono queste piccole cose che fanno la qualità di una vacanza.
Se non capiamo che, senza affrontare e risolvere questi piccole ma diffuse criticità, i grandi progetti sono destinati a fallire schiacciati dalle medesime inefficienze e da disfunzionalità gestionali, 

Roma è destinata a permanere in questo stato di perdurante decadenza.

Ancora una volta ciascuno di noi è chiamato a dare il proprio contributo e a non accettare questo stato di autocompiacente rassegnazione!

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