mercoledì 22 marzo 2017

Il caso degli incendi degli autobus a Roma

Da un anno ne va a fuoco più di uno al mese: sembra che la colpa sia della cattiva manutenzione e dell'eccessivo utilizzo, Il Post ha raccontato i fatti, messo insieme testimonianze, fatto congetture. Da leggere con avidità



Da IlPost



Martedì mattina un autobus di ATAC, l’azienda che gestisce il trasporto pubblico a Roma, ha preso fuoco in viale Kennedy, nella zona periferica di Ciampino. Tutti i passeggeri sono riusciti a scendere prima che l’incendio distruggesse il bus, e non ci sono feriti. Diversi giornali, però, hanno fatto notare che quello di ieri non è un incidente isolato: dall’inizio del 2017 sono andati a fuoco in tutto cinque autobus dell’ATAC; il numero sale a 17 se contiamo quelli incendiati dal marzo 2016 a oggi.
In seguito a ciascun incidente l’ATAC ha avviato indagini interne, ma non ha saputo dire se esista un problema più generale: sindacati e appassionati di mezzi pubblici sostengono che la colpa sia della cattiva manutenzione dei mezzi e del loro sovra-utilizzo, che causa un rapido logoramento anche di quelli più nuovi. Secondo il Corriere della Sera, che ha letto alcuni rapporti su questi incidenti, la loro frequenza è ancora superiore: ogni quattro giorni a Roma un autobus viene messo fuori servizio e mandato in manutenzione per «scintille, fumo, minaccioso odore di bruciato».


I casi più gravi, invece, sono avvenuti a qualche settimana di distanza: a inizio marzo era successo a un autobus 86 all’altezza di Castel Giubileo, il 26 febbraio a un bus fuori servizio nella zona del Policlinico Gemelli, mentre nelle prime due settimane di febbraio erano bruciati un autobus 46 sulla circonvallazione Cornelia e un 98F nei dintorni del complesso del Corviale. Da marzo 2016 a oggi sono andati a fuoco altri 16 mezzi di ATAC, oltre a due di compagnie private.


Il Corriere della Sera, cercando di capire le ragioni di questi incendi, spiega che il parco mezzi è «stravecchio e usurato», e che metà dei 1.200 bus mediamente in servizio ogni giorno sono stati acquistati fra il 2000 e il 2005, e che quindi hanno già intorno ai 15 anni di servizio. La situazione è complicata dal fatto che oltre ai casi di incendio i guasti “ordinari” sono già molti, e vengono risolti solamente con rimedi di emergenza. Scrive il Corriere:

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