giovedì 15 dicembre 2016

Manco le rastrelliere...

Ciclo-pendolari sulla Roma-Lido. A Porta San Paolo c'è un'impietosa catasta di ferri arrugginiti, per non parlare del cartello "è vietato lo stazionamento notturno" (ma allora a che servono?), che in altre stazioni invece non solo è permesso, ma incentivato. Ma allora non è solo una questione di soldi e investimenti è una questione di metodo di lavoro, che sulla Lido pare sempre più a cazzo di cane.




Di Matteo per OdisseaQuotidiana

Biciclette e treno Roma-lido. Ci sarebbe un mondo da scrivere, ma ci limiteremo a un approfondimento sulla rastrelliera della stazione di Porta San Paolo. La stazione è il capolinea di una linea utilizzata da oltre 40.000 passeggeri giornalieri - si stima che i viaggi siano 90.000 - e, per questo, rappresenta uno snodo importante per i pendolari che vogliono muoversi per il centro con le due ruote. 

Un po' di numeri tanto per inquadrare la questione:

  • 10 stalli fissi per il parcheggio delle biciclette (20 posti teorici);
  • 35/38 biciclette (o resti di biciclette) legate agli stalli nelle ore di punta (ore notturne);
  • 15 biciclette in stato di evidente abbandono e altre 5/6 apparentemente inutilizzate.



I numeri parlano da soli: una corretta gestione dello spazio, con una rimozione periodica dei mezzi abbandonati o inutilizzati, libererebbe i posti necessari per un utilizzo comodo degli stalli da parte dei ciclisti urbani della Roma-lido.

Ma non è tutto: se si alza lo sguardo dall'impietosa catasta di ferri arrugginiti, ci si imbatte in tre (ben tre!) curiosi cartelli con una incomprensibile scritta in rosso: "è vietato lo stazionamento notturno" che renderebbe di fatto gli stalli utilizzabili solo da esseri mitologici che abitano al centro di Roma e lavorano a Ostia.


Basta così? No, la storia prosegue, perché a questo punto viene la curiosità di controllare se il solerte manager che si è attivato per l'affissione dei tre cartelli si sia proattivamente impegnato per affiggerne altrettanti sui muri antistanti le altre rastrelliere presenti nelle stazioni della Roma-lido. 

E qui viene il bello: a Stella Polare ecco un cartello meno evidente ma molto dettagliato in cui Atac si premura di riportare uno stralcio delle "Condizioni Generali di Trasporto" di Atac in cui è precisato che presso le rastrelliere delle stazioni "la sosta è consentita anche durante l'intervallo di sospensione del servizio viaggiatori", tradotto dal burocratese: "le bici possono essere lasciate anche la notte". 

Perché? Ogni stazione ragiona autonomamente? Il regolamento è dinamico? O, più probabilmente, la pianificazione, la regolamentazione e la conseguente gestione degli spazi sono lasciate all'iniziativa del singolo che prova a barcamenarsi con iniziative "spot" non coordinate tra loro? 

Resterà un mistero. Quel che è certa è la conseguenza di tutto ciò: sistematica disapplicazione delle regole, pessima gestione degli spazi e livelli di servizio imbarazzanti. Questo fatto è l'ennesima dimostrazione che non è solo una questione di soldi e investimenti (la rimozione delle biciclette è a costo zero!): è una questione di metodo di lavoro ed è proprio il metodo, il celeberrimo "Roma-lido style", che ci consente di primeggiare nelle classifiche della schifezza. Grazie Regione Lazio, grazie Atac

1 commento :

Fulvio ha detto...

Se il capo dell'ATAC avesse solo un cinquantesimo delle capacità di Matteo, avremmo un servizio alla giapponese sulla Roma-Lido.

A proposito di frazioni, se facciamo 20 (gli stalli per le bici) diviso 40.000 (i passeggeri al giorno) otteniamo 0.0005;
il posto bici è riservato allo 0.05 percento dei passeggeri. Esclusività per l'Elite

Fulvio

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