martedì 22 novembre 2016

Scenari per il futuro della Metro C

L’epopea della Metro C ha segnato in questi giorni una nuova tappa, forse l’ultima, perché sembra che la giunta Raggi abbia intenzione di rinunciare ai finanziamenti governativi per prolungare la linea. Ma perchè? Raccontiamo la storia e facciamo alcune ipotesi.





Da Il Tempo

“Il finanziamento governativo per arrivare a Piazza Venezia? «No grazie, non ci serve. Scendiamo al Colosseo». Avrebbe risposto più o meno così Linda Meleo, assessore capitolino alla Mobilità, di fronte ai rappresentanti del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti che avevano convocato il Comune e Roma Metropolitane per ragionare sulla prosecuzione della linea C. L'esponente della Giunta grillina si sarebbe quindi fatta portavoce di Virginia Raggi, che già in Assemblea Capitolina nelle scorse settimane aveva dichiarato la volontà politica di portare avanti la realizzazione della terza linea del metrò - oggi aperta da Pantano a Lodi - solo per la parte già finanziata, quindi fino alla fermata Colosseo/Fori Imperiali.”

Un pò di Storia


Come è noto, le grandi disavventure della linea C sono incominciate da 15 aprile 2013 quando, con l’apertura del cantiere della tratta T3 San Giovanni-Fori Imperiali, il CIPE ratificò l’insufficienza dei fondi per proseguire la metropolitana fino al capolinea della “tratta fondamentale” a piazzale Clodio. I successivi ritardi dell’apertura spinsero la nuova giunta Marino a firmare un nuovo atto attuativo con il consorzio costruttore Metro C SpA con il quale “se non ci fossero stati entro il 31 dicembre 2016 i soldi per proseguire la metropolitana, le parti avrebbero potuto rescindere il contratto senza penali”.

Successivamente con la legge 93/2013, più comunemente conosciuta come “decreto del fare”, la sub-tratta Fori Imperiali-Colosseo fu finanziata dallo Stato con 375 milioni di euro a patto di rispettare alcune precondizioni, come l’apertura della linea Pantano-Centocelle entro lo stesso anno. Le successive modificazioni del DL hanno cautelato il finanziamento, estendendolo anche a un possibile progetto della stazione Venezia come passante anziché capolinea, fissando la cifra a poco sotto i 200 milioni. Il successivo precipitare degli eventi politici e la successiva gestione commissariale hanno rinviato qualsiasi decisione in merito alla metro verde alla nuova giunta capitolina.

I grillini in Campidoglio


Fin dall’insediamento della giunta Marino, i quattro consiglieri cinque stelle eletti (Raggi, De Vito, Frongia, Stefàno) hanno manifestato grossi dubbi sull’andamento della gestione del contratto con Metro C SpA e sul contenimento dei costi dell’opera. Se da una parte questi interrogativi appaiono ancora oggi largamente condivisibili, dall’altra parte hanno contribuito a costruire un’immagine di un movimento politico ideologicamente avverso alle grande opere perché considerate in ogni caso come fonti di sperpero di denaro pubblico.  Sullo stesso blog di Beppe Grillo si legge tra i progetti bocciati dalla maggioranza dell’era Marino lo “stop Metro C nelle tratte San Giovanni-Colosseo e Colosseo - p.zza Venezia”.

Ed ora?

La presunta rinuncia al finanziamento statale apre indubbiamente tanti scenari possibili per la linea verde. Da una parte è possibile che la giunta cinque stelle, in linea con le proprie idee di 3 anni fa, stia realmente cercando di arrestare la terza metropolitana di Roma sotto il suo monumento simbolo, il Colosseo. Dall’altra parte si può presumere, ed è quello che auspichiamo, che l’assessore stia rinunciando ai finanziamenti statali, che attualmente sono legati al progetto con Metro C SpA, per gettare le basi necessarie alla rescissione del contratto con l’attuale consorzio. Non fermare quindi la linea e interrompere i cantieri, bensì indire una nuova gara che, a costi più bassi, porti alla realizzazione della metropolitana con tutte le sue fermate.

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