martedì 26 gennaio 2016

Il futuro della Roma-Lido

 
Confusa è la situazione sopra la Roma-Lido: oggi ben tre articoli parlano della cessione ai francesi di RATP e non bene, ovviamente. Pare che i francesi si siano un po' rotti dei tentennamenti della Regione Lazio (che probabilmente sarà contenta della gestione attuale). Negli articoli ci sono i progetti di come dovrebbe essere la Roma-Lido targata RATP ed anche il piano di Atac. #Immagina
 

Trasformare una vecchia linea ferroviaria in moderna metropolitana. Questo è il progetto per la Roma-Lido della Ratp, il consorzio italo-francese che comprende Ansaldo Sts e Itachi. Il project financing presentato alla Regione Lazio quando nel 2015 è scaduto il contratto con Atac (al momento prorogato di un anno) è un progetto di partecipazione tra pubblico e privato che prevede il rinnovo completo di binari, treni, sistema di segnalamento, telecamere di videosorveglianza e info per gli utenti. Un cambiamento radicale della linea inaugurata nel 1924 con una flotta di treni con un’età media di 35 anni, per servire la zona di circa 350mila viaggiatori tra Ostia, Acilia, Dragona e altri quartieri.

Bando in primavera

Siamo alla fase della conferenza dei servizi “istruttoria” dicono dalla Regione. Se i pareri tecnici di Comune di Roma, ministero dei Trasporti e altri soggetti competenti come vigili del fuoco e Asl, valuteranno la pubblica utilità dell’opera, si farà un bando pubblico per affidare la gara al miglior offerente. I tempi? «In primavera si dovrebbe definire» assicurano dalla Regione.

Treni ogni 6 minuti

Sulla linea dove ogni anno transitano 27 milioni di viaggiatori, l’obiettivo della Ratp che a Parigi gestisce la metropolitana e in Italia la linea tranviaria di Firenze, è di aumentare la frequenza garantendo un treno ogni 6 minuti. Ora secondo la tabella del sito Atac, la frequenza è ogni 10 minuti nell’ora di punta e più di 25 nelle ore meno calde della giornata. Ma di fatto ogni giorno per le migliaia di cittadini che prendono la Roma-Lido per andare al lavoro e a scuola non c’è alcuna garanzia di arrivare all’orario stabilito. E al momento l’Atac, con le casse in rosso, non riesce né a rinnovare i mezzi, né a fare la manutenzione.

25 anni di concessioni

La linea va completamente rifatta, dicono da Ratp. L’investimento per 18 treni nuovi è del valore è di 450 milioni di euro, di cui 230 provenienti da privati e 200 dal pubblico. Risorse che potrebbero provenire oltre che dalla Regione, dal ministero dei Trasporti. Il
progetto della Ratp prevede 25 anni di concessione, tempi utili anche per andare a regime con gli introiti dei biglietti per i quali il consorzio ha già ha sperimentato a Parigi il sistema dei controllori-poliziotti sui treni e dei tornelli anti-scavalcamento.

Nuova tecnologia

La frequenza dei treni, inoltre, è garantita anche dalla nuova alta tecnologia del sistema di segnalamento che consente di valutare i tempi di frenata, la velocità e la sicurezza dei treni», assicurano da Ratp. E nel caso di incidenti, come quello avvenuto ieri che ha causato il blocco prolungato di un convoglio a causa di un passeggero deceduto, entra in campo il «servizio parziale: C’è la possibilità di superare il convoglio fermo con le linee di scambio, non si blocca mai la linea, cosa che con l’attuale struttura non si può fare.

 

#immagina. La Roma-Lido da trenino a linea metropolitana con 18 treni nuovi, i binari nuovi, le stazioni rimodernate e una frequenza di passaggio di un treno a 6 carrozze ogni 6 minuti per senso di marcia. Tutto sostenuto da 450 milioni di euro di investimenti da spendere in 4 anni, durante i quali ad ogni stazione ci sarebbe posteggiato un bus navetta da far entrare in funzione in caso di guasto.

Il sogno francese sulla Roma-Lido va a sbattere sull'inconsistenza della politica italiana a tal punto che o la proposta di project financing presentata da Ratp-Dev si chiude entro trenta giorni, oppure gli investimenti andranno via da Roma e dall'Italia.

Affaritaliani.it ha ricostruito con i documenti ufficiali, la strana storia che ha visto la Regione Lazio di Nicola Zingaretti presidente e di Michele Civita assessore, tentennare per oltre un anno e mezzo di fronte alla proposta di un player internazionale di far business in Italia. Meglio spendere 35 mln di euro come è stato fatto sinora e tenere migliaia di passeggeri prigionieri di un totale disservizio che rischiare un processo politico e mediatico per privatizzare la linea che unisce San Paolo al mare.

La storia. Nel 2014, precisamente nel mese di giugno, la costola italiana della multinazionale Ratp (5 mld di euro di fatturato in tutto il mondo), la Ratp-Dev Italia srl decide di aumentare la presenza in Italia dopo Firenze, la Toscana, la partecipazione in Emilia con la Sata e a Genova scendendo a Roma. Vista l'esperienza internazionale sulle metropolitane studia i numeri della Roma-Viterbo e della Roma-Lido. Alla fine decide di mettere 4 mln di euro tra progettazione e studi per realizzare un project financing sulla linea di proprietà della Regione Lazio, da sempre gestita con pessimi risultati da Atac.

LE CONDIZIONI. La Regione fa sapere che ci sono 3 condizioni affinché un progetto di finanza possa essere recepito e possa prendere la via della "pubblica utilità" per l'eventuale approvazione: l'assenza di cubature, tariffe e biglietti gestiti e fissati dalla Regione con il Metrebus e la clausola sociale del riassorbimento di macchinisti e capitreno.

LO STUDIO. Parte il progetto del futuro. I francesi studiano lalinea e persino i blog sui quali viaggia l'ira per la qualità pessima del servizio e li trovano addirittura "più competenti degli stessi tecnici Atac" e il 30 giugno del 2014 portano il "papiello" in Regione con una proposta che fa gridare al miracolo: treni nuovi, stazioni civili, sistema di controllo treni e segnalamento via radio, controlli di sicurezza con telecamere, emergenza telefonica tutto controllabile da remoto.

ZINGARETTI RE TENTENNA. E che fa la Regione Lazio? Prende tempo, pur avendo un obbligo di 90 giorni per l'accettazione dell'offerta e la dichiarazione di "pubblica utilità". Ne prende talmente tanto che dal 2014 ad oggi convoca due conferenze dei servizi con Ministero dei Trasporti, Atac, Agenzia per la Mobilità e Comune di Roma per arrivare poi all'ultima riunione con la quale decide di non decidere. Intanto i francesi nicchiano, chiedono aiuto persino alla macchina diplomatica nella speranza di sbloccare la paralisi e arrivare ad una decisione: "O sì, oppure andiamo via".

Di aggiornamento in aggiornamento, il progetto di Ratp si rinforza, prevedendo addirittura tre banchine per la fermata ipotetica Tor di Valle-Stadio e i lavori diluiti in 4 anni con uno stop serale alle 21 e bus sostitutivi sino alle 23 per garantire certezza dei tempi e sicurezza della linea da "ricostruire ex novo, partendo dall'armamento". La svolta nei giorni scorsi, quando dal cilindro di Atac arriva un progetto antagonista che farebbe risparmiare la Regione Lazio, mantenendo il cappello pubblico sul servizio. Solo che, come risulta dal documento riservato Atac, che Affaritaliani.it pubblica, i treni nuovi invece che 18 sono 3 e che non c'è traccia di infrastrutture per un importo di circa 222 miliardi dei 450 che i francesi vogliono spendere su Roma. E a ben vedere i due progetti, ci sono refusi che compaiono in entrambi, come se O Atac o Ratp avesse utilizzato la magia informatica del copia e incolla.

I COSTI. Ma quanto costerebbe ai romani affidare per 25 la linea del mare ai privati. Grazie alle garanzie fornite da Unicredit e dal fondo europeo Eib, il contratto di servizio tra Ratp-Dev e Regione Lazio si fermerebbe a 40 milioni di euro l'anno per 25 anni contro il vecchio contratto del 2006 pari a 85 milioni di euro omnicomprensivo di Roma-Lido, Roma-Viterbo Roma-Giardinetti, al quale manca l'adeguamento Istat per 12 anni e che vede le ferrovie equiparate nel costo di gestione ed esercizio. Una sorta di scatola, nella quale la Roma-Lido vale come la Roma-Giardinetti nonostante frequenza, lunghezza, treni e banchine siano completamente diverse. Grazie a questo stratagemma Atac è riuscita a mantenere basso il costo di esercizio della Lido.

E i francesi? Da Parigi è arrivato l'ultimatum: o Roma decide cosa fare del progetto, oppure i capitali andranno altrove. Con buona pace dei pendolari e della Regione Lazio che è riuscita con vergogna a trasformare i 90 giorni di legge in un anno e mezzo di stallo. #Immagina.
 
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