sabato 12 dicembre 2015

Roma-Lido: les jeux sont faits

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E’ ufficiale, ce l’ha annunciato la Regione nel corso dell’incontro con il Comitato Pendolari Roma Ostia di mercoledì  9.

La ferrovia Roma Lido verrà ceduta ad un raggruppamento di imprese capeggiato dalla francese RATP e con dentro anche Ansaldo. L’annuncio ufficiale verrà dato il 18 dicembre.

Formalmente la cosa si prospetta come un progetto di Project Financing, quindi senza costi per la cosa pubblica, ma non è affatto così.

La cordata di aziende preparerà un progetto per rilevare la gestione della linea, attualmente mal gestita da ATAC S.p.A. con un contratto scaduto da anni  prorogato più volte e pure per i prossimi due anni grazie al Giubileo. 

Attesa della Roma-Lido
Foto di GirovagaGirante
Il progetto sarà presentato alla Regione, proprietaria della linea che potrà richiedere qualche modifica prima di dichiararne la Pubblica utilità. A valle dovrà essere convocata la Conferenza dei servizi con tutti gli enti pubblici coinvolti per apportare eventualmente ulteriori modifiche al progetto.

Quindi, dopo l’approvazione della Conferenza dei servizi, la Regione bandirà una gara in cui però la cordata guidata da RATP avrà diritto di prelazione.

Questo il film previsto.

La dichiarazione di Pubblica utilità è prevista per febbraio del prossimo anno.

Basta? No. La linea verrà ceduta con la dote dalla Regione. La quale ha chiesto al governo un finanziamento di 180 milioni per investimenti e manutenzione straordinaria (p.es. treni nuovi).

E’ necessario fare alcune considerazioni. (Leggi quali)

Tu cosa ne pensi, quale è la tua opinione? Il futuro sarà migliore, o ci riserverà brutte sorprese?

7 commenti :

Paolo.francesca1975 ha detto...

Buongiorno, vi seguo da molto tempo e leggendo questa notizia pensavo che il contenuto dell’articolo fosse pieno di entusiasmo per qualcosa che finalmente stava cambiando ed invece noto molti “se” e molti “ma” anche quando comunque il fondo è stato toccato ormai da tempo e la dignità dei pendolari e delle loro famiglie calpestata.
Dopo questo articolo ho preso delle informazioni in merito a questa operazione e ritengo giusto che vengano condivise con tutti coloro che ogni giorno, da anni, sono vessati e umiliati da un servizio al di sotto di ogni minimo livello di qualità.
a) Il project financing o anche il PPP (Public and Private partnership) sono strumenti utilizzati in tutto il mondo con successo (anche in Italia vedi la metropolitana di Milano linea 5 e linea 4 oltre al tram di Firenze). Questo strumento consente all’amministrazione di rimanere proprietaria dell’infrastruttura e dei beni (treni) (NON viene CEDUTO alcunché), essere certa dei costi di costruzione e gestione nel corso dei successivi anni di concessione e di lasciare in capo al concessionario tutti i rischi legati alla performance (quindi per esempio se si rompe un treno sarà il concessionario ad doverlo riaggiustare a propria cura e spese)
b) La legge italiana ed anche quella europea consente di presentare delle proposte spontanee di project financing che comunque andranno assegnate attraverso gara internazionale. Non capisco quale sia la “forma mascherata”: una gara è una gara o in Italia è diverso!?
c) Il project financing o PPP per definizione sono un partenariato pubblico e privato che, attraverso un minimo contributo pubblico, consente al pubblico di mantenere la proprietà dell’infrastruttura e di tutti i bene nuovi acquistati e di controllare dall’interno il rispetto dei tempi e della qualità del servizio.
d) Il problema di ATAC fortunatamente o sfortunatamente non è la Roma Lido ma i costi di struttura (personale indiretto assunto in massa nel periodo di parentopoli: si parlava di 800 persone, e non autisti che sarebbero serviti, che con uno stipendio di 30.000 euro fanno 24 M€), le inefficienze e l’indebitamento (solo di interessi sul debito si pagano centinaia di milioni di euro). Quindi non è la Roma Lido che indebolisce ATAC ma sono state le scelte del passato che la hanno definitivamente condannata. ATAC se si riuscisse ad organizzare in dipartimenti autonomi (Ferro, Gomma, metro) con propri conti economici e bilanci, si riuscirebbe meglio a capire le inefficienze ed a fare investimenti mirati e non a pioggia come avvengono ora
e) A proposito di Alitalia, anche allora è stata fatta la guerra ad airfrance e poi la storia ha dimostrato il danno che i cittadini italiani hanno subito e stanno ancora pagando per quel tipo di scelta. Se qualche straniero investe in Italia, a maggior ragione se nei servizi di trasporto pubblico locale (bene che non può essere portato via e che deve essere gestito localmente, non come le fabbriche di Prada che possono essere trasferite all’estero dove costa di meno la produzione), dovremmo essere solo contenti perché soldi stranieri alimenteranno l’occupazione, lo sviluppo e la qualità dei servizi locali italiani. Pensare che il trasporto pubblico non possa o non debba essere efficientato solo perché a farlo è qualcuno che fa questo di mestiere e lo fa bene allora ci meritiamo quello che abbiamo

……continua………..

paolo.francesca1975 ha detto...

……continua………..


f) Ho letto che la RATP è un’azienda pubblica e quindi è un’ATAC francese che però è efficiente e fa utili. Sono stato a Parigi e il livello di servizio è di una qualità che noi non abbiamo mai conosciuto. Se solo portassero quello, dovremmo ringraziarli in eterno.
g) La privatizzazione di Roma TPL non sta funzionando perché il Comune non paga o paga con ritardi anche di un anno e difficilmente si riesce a fare impresa quando si pagano gli stipendi e i costi di gestione e non si ricevono i relativi corrispettivi. Sui pagamenti esiste la norma europea che obbliga gli Enti a pagare entro 60 giorni mentre a Roma stiamo sui 365 giorni.
h) Ho raccolto informazioni sul progetto e ho saputo che la Regione ha imposto che il biglietto e l’abbonamento sia gestito direttamente dalla Regione stessa all’interno della ristrutturazione del Biglietto unico integrato quindi non ci saranno aumenti.
Io ritengo che comunque, come avviene a Londra, Parigi e in tutte le capitali mondiali, è impensabile pensare di non avere delle fasce di utilizzo del mezzo pubblico e con lo stesso biglietto arrivare da Roma nord ad Ostia percorrendo 50 km. Il costo dei trasporti è a km percorso, lo dovrebbe essere in proporzione anche il costo del biglietto, ovviamente in un sistema che funziona.
i) “Chi ci guadagna?” Secondo me è semplice: La dignità e la qualità di vita dei pendolari (400 mila persone) a cui è stata tolta ogni speranza.
j) Per quanto riguarda i lavoratori è evidente che, aumentando i treni e le frequenze di servizio ci sarà la necessità di assumere nuovo personale così come ci sarà un incremento dell’occupazione legato ai lavori di rinnovo della linea e alla trasformazione in line metropolitana. Sicuramente per tutte queste nuove assunzioni non saranno presi degli stranieri ma ne beneficeranno delle famiglie italiane e forse, se sono lungimiranti, delle famiglie del territorio di Ostia e dintorni.
k) Il progetto, non so se ne avete avuto i dettagli ma dalle ricerche che ho fatto sembra essere partito dalle esigenze elencate su questo blog dai pendolari a partire da quelle di giugno 2013 per passare a quelle del maggio 2014 fino ad oggi.
Infatti il progetto sembra prevedere il rifacimento completo dell’armamento, della linea di contatto e il potenziamento delle sottostazioni per avere l’infrastrttura preparata per andare a frequenze fino a 3 minuti in una direzione. Il rinnovo completo delle stazioni con la remotizzazione e il controllo degli impianti meccanici oltre che l’implementazione di un’informazione al pubblico completa e moderna ed al ripristino dei livelli di sicurezza in linea (recinzioni) e in stazione (Videosorveglianza, telefonia di emergenza, nuova tornelleria anti scavalco, nuovi percorsi tattili per i non vedenti, nuove aree di attesa etc.). Ovviamente hanno previsto 18 nuovi treni di nuova generazione e non gli scarti adattati della metro B.

Se tutto questo sarà possiamo solo dire come pendolari: merci, merci, merci.
Se poi qualcuno ha altri interessi che quelli dei pendolari, allora….viva l’Italia paese di pulcinella.

Scusate il lungo monologo ma non possiamo toglierci da soli la speranza con i “se” e con i “ma” e dire che non tifiamo per nessuno quando, leggendo l’articolo, sembra tutto il contrario.
Buona giornata

Anonimo ha detto...

Non si riescono a mettere commenti. E' un blog libero ?

@iltrenoromalido ha detto...

Per Anonimo delle 8.59

Assolutamente libero, puoi dire tutto, i commenti sono solo moderati per evitare "troppo" turpiloquio.
In pratica non puoi dire più parolacce di quanto le dica io. Se hai problemi a postare puoi scrivermi a iltrenoromalido@yahoo.it
A presto

Alex ha detto...

Il vero problema è la fase transitoria. Mica possiamo restare in queste condizioni per un paio di anni!
Finché non si completano i passaggi l'atac non farà nulla, e noi moriremo di guasti di ogni genere. Sarà un delirio.
E questo sempre che non cambi la decisione politica, magari a seguito di un cambio in regione. Così rimaniamo nel guado con le clssiche mani una avanti e l'altra dietro.

Dario ha detto...

Condivido TUTTO. Una delle migliori aziende europee viene a Roma e stiamo pure a discutere? Quando daranno gli autobus ad Arriva scenderò in piazza a festeggiare

Roberto Laloni ha detto...

Sono perfettamente d'accordo con l'analisi di paolo.francesca1975; è qualche anno che si parla della privatizzazione di Roma Lido a RATP o ad una cordata con dentro RATP.
Solo che, per come ho avuto modo di leggere su siti e blog e in assenza di comunicazioni ufficiali, verrebbe privatizzato il servizio con annessi utili generati dalla linea ma l'infrastruttura rimarrebbe in capo allo Regione Lazio; alla Regione Lazio spetterebbe un canone di concessione.
Praticamente lo stesso schema attuale solo che al posto di ATAC ci sarebbe RATP (e se si avvicinano anche di poco allo standard di Parigi ben venga)
Le cose interessanti da sapere dalla Regione Lazio, secondo me, sono:
1) Livelli di servizio offerti in orario di punta e fuori orario di punta; anni fa in orario di punta esistevano corse che partivano da Acilia potenziando il servizio.
2) Il numero di corse offerte al giorno e in un anno e prolungamento dell'orario di servizio; dovrebbe essere stabilite dalla Regione nella concessione.
3) Eventuali sovrapprezzi dell'abbonamento e se la romalido rimane nello schema Metrebus.

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