domenica 30 agosto 2015

Quanto fa male fare il pendolare?



urlo“Il rientro dalle vacanze è duro, ma per chi è costretto a percorrere chilometri per arrivare in ufficio, lo è perfino di più…”. Così inizia un articolo di approfondimento su Benessere di Elena Meli, che Angela mi ha gentilmente segnalato, probabilmente per tirarmi su il morale in vista dell’inizio ufficiale della stagione Pendolare 2015/2016.

I punti salienti che mi ha evidenziato sono:

  1. "(...) un tragitto casa-lavoro lungo aumenta infatti la possibilità di "bruciarsi il cervello" nella cosiddetta sindrome da burnout, un esaurimento emotivo profondo" Per darvi l’idea il Burnout è un comportamento che si osserva sul luogo di lavoro ed è l'esito patologico di un processo stressogeno che colpisce le persone che esercitano professioni d'aiuto, qualora queste non rispondano in maniera adeguata ai carichi eccessivi di stress che il loro lavoro li porta ad assumere.
  2. "(...) i pendolari a cui servono più di venti minuti per arrivare in ufficio vivono in media un paio di anni di meno e sono più sotto pressione dei piloti di guerra o dei poliziotti antisommossa" Per la guerra ci stiamo attrezzando, ma la prossima volta che la polizia arriverà a Porta San Paolo per sedare la consueta invasione di binari, pensate che i più stressati siete voi.
  3. (…) il tempo casa ufficio viene vissuto come zombie, cancellando dalla mente ciò che succede”  questa sensazione di impotenza e la frustrazione generata dall'essere in balia di coincidenze e traffico impazzito, ma con orari da rispettare, porta a sviluppare ansia, stress e quella che Lewis chiama "amnesia del pendolare
  4. "(...) Le donne sono più esposte allo stress da pendolarismo, perché spesso vivono peggio la lontananza dal 'nido' " Ma quando ci tornano al nido, ve la fanno pagare con gli interessi, sappiatelo.

Come fattore positivo, comunque, registrerei anche che i pendolari hanno più possibilità di divorziare.

Per diminuire questo peso quotidiano i consigli sono Leggere il più possibile e se ci si trova nell’impossibilità fisica di aprire un libro, ascoltare musica oppure fare molta meditazione e, quando possibile, percorrere una parte a piedi.

 

 


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