lunedì 6 luglio 2015

#ParlaConNoi - Le cause della protesta

Ieri insieme ai blogger @transportroma e @treninoblu vi abbiamo invitato a leggere le nostre piccole riflessioni sul momento pessimo del trasporto pubblico a Roma - non solo Roma-Lido - e a darci le vostre di opinioni, le vostre riflessioni e le vostre idee. Le mail sono cominciate ad arrivare, non avevamo dubbi e nessuna banale; vorremmo pertanto condividerle con tutti ed aspettiamo commenti, altre idee da tutti quelli che vorranno partecipare, come in un forum artigianale. 

Vi ricordo che potete scriverci alla mail: etrgiallo@gmail.com o a iltrenoromalido@yahoo.it oppure a trasportopubblicoroma@gmail.com.

Caro trenoromalido, 

vi scrivo a seguito della protesta dei macchinisti che sta investendo in questi giorni la nostra Capitale. 

Non ho potuto fare a meno di notare che la cittadinanza si sia schierata o contro o con il personale, mentre io mi trovo nel mezzo. 

Ritengo infatti sacrosanto e giusto difendere la propria retribuzione e, anzi, mi auguro che vengano trovati degli accordi che soddisfino entrambe le parti. 

Tuttavia, se la protesta di questi giorni dovesse finire di colpo, per assurdo mi incazzerei. Significherebbe che ai macchinisti importa solo di loro stessi e non della sicurezza del servizio che portano avanti. 

Poiché abbiamo siamo già stati ostaggi di situazioni del genere, si veda l'apertura della metro B1, mi sento scettico nel sostenerli. Mi auguro che voi o qualche lettore della vostra pagina sappia sciogliere questo mio dubbio. 

Cordialmente 
Andrea

Io mi trovo esattamente nella posizione di Andrea, nel mezzo. Non sono certamente contento della situazione del trasporto, ma sono ancora meno contento della situazione che si sta creando. In più noto che c'è molta confusione, molti pensano che la protesta dei macchinisti e degli autisti Atac sia per le timbrature - lo ha detto anche Marino nel suo video ieri - ma le cose sono un pò diverse. Come ricordava Andrea, il problema riguarda l'abbattimento di parte del Contratto Collettivo dei dipendenti Atac - aggiungerei nel silenzio del sindacato (per ora) - e trovo la campagna mediatica che si sta facendo volta solamente a metterci gli uni contro gli altri. La classica guerra tra poveri.

Andrea 

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