lunedì 3 novembre 2014

#MetroForDummies: Non aprite quella porta


Quante volte vi è capitato di dover scendere da un treno o da una metro, a causa di “Porte guaste”, per poi vedere che il treno, richiuse le porte, riparte dalla stazione, come se nulla fosse. Bene, sappiate che è un problema di sicurezza.




Seconda puntata della guida del perfetto pendolare, qui potete trovare la prima, oggi parleremo di un argomento spinoso: Le porte.

Quante volte vi è capitato di dover scendere da un treno o da una metro, a causa di “Porte guaste”, per poi vedere che il treno, richiuse le porte, riparte dalla stazione, come se nulla fosse. Bene, sappiate che è un problema di sicurezza.

Prima di tutto bisogna sapere che ogni porta del treno è a chiusura pneumatica e con l'aria che le tiene chiuse in "pressione" durante la corsa, per cui è molto difficile che una porta si apra mentre il treno sta viaggiando. Questa nota vale per tutti i treni, dai Fiat di 30 anni fa, ai più moderni CAF.

Inoltre ogni porta ha degli interruttori, chiamati microswitch, che alla chiusura delle stesse scattano dando il consenso alla trazione in cabina, al contrario la non perfetta chiusura di questi interruttori toglie la corrente ed il treno non ha più alimentazione.

In conclusione se gli interruttori scattano tutti, permettono al macchinista di ripartire e poter arrivare alla stazione successiva. Questo “consenso alla trazione” deve essere costante per tutto il viaggio, per cui, come si diceva prima, è molto difficile che una porta si apra improvvisamente.

Treni come i Fiat, le 600 o le MB oltre ad essere vetusti, hanno le porte che si aprono dall'interno verso l'esterno, una volta chiuse il microswitch si attiva e spegne la spia "porte aperte" dando quindi il consenso alla trazione.

Poichè sono treni vetusti e hanno sulle spalle parecchi chilometri, hanno le porte che cominciano a perdere aderenza totale, se ci fate caso a volte nella parte inferiore della porta si vede la luce esterna, la pressione dell'aria garantisce sempre la corretta chiusura della porta ma questo piccolo spazio che si crea, può non far attivare il microswitch quindi, anche se la porta è effettivamente chiusa, la segnala come aperta e non fa ripartire il treno.

Come potete capire bastano pochi millimetri…

A questo punto avvengono le cose che vediamo spesso per esempio la corsa del macchinista o del capotreno a capire quale sia la porta e prenderla a calci.

Purtroppo spesso capita che sia una che da sull'interbinario e, per facilitare l'operazione di controllo, si chiede ai passeggeri di scendere per provare le porte ed eliminare il problema che il più delle volte si risolve.

Altre volte no! In questo caso inevitabilmente il treno si pianta e non si può andare da nessuna parte, per cui tutti giù sulla banchina…

Se il macchinista ritiene che il problema sia più serio, ha un interruttore che bypassa questo meccanismo di sicurezza e ridà il consenso alla trazione, quindi rialimenta il treno.

Questo è un dispositivo di sicurezza e se viene bypassato, ovviamente non permette il trasporto viaggiatori, quindi ecco che magicamente il treno può proseguire la sua corsa, magari facendo pensare alle persone che uno gli abbia solo fatto uno scherzo di pessimo gusto…

Naturalmente anni di "appoggiamento" sulle porte hanno portato all'allentarsi delle stesse ed il meccanismo di sicurezza può dare falsi contatti, togliendo corrente a tutto il treno, perciò se una porta si scosta, il treno perde trazione e non continua la sua corsa, in quei casi si cerca di arrivare "a vela" alla stazione, fare qualche prova per individuare la porta incriminata, così come sopra descritto…

Morale della storia: se possibile non appoggiarsi alle porte.

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2 commenti :

Tommaso ha detto...

La porta che da' sull'interbinario e' quella opposta alla banchina, giusto?

@iltrenoromalido ha detto...

Si, esatto

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