mercoledì 23 aprile 2014

Della Vendita del materiale storico ATAC–parte seconda

copertinavoguePost di @Treninogiallo dal titolo leggermente polemico: “AAA treni storici e MA 100 vendesi!” – Comincio dalla fine: “C’è un’altra strada che l’azienda può intraprendere, una via meno irragionevole e vantaggiosa anche per i pendolari.  Con pochi ed economici interventi si possono ancora impiegare sulla Roma - Lido le MA 100 già convertite a suo tempo in frecce del mare, usando anche i chopper e tenendo i rimanenti come pezzi di ricambio” e “Perché il trasporto pubblico non è solo autobus, biglietti, treni e tram. È anche un aspetto importantissimo del nostro vivere quotidiano ed è parte integrante della nostra storia la cui memoria dovrebbe essere sempre tutelata e valorizzata.” – Domanda personale da cialtrone quale sono: Ma perchè i dirigenti Atac tra le due strade, scelgono sempre quella sbagliata?

 

Qui la Parte prima (altre opinioni contro la vendita)

Da Sferragliamenti sulla Casilina

È stato pubblicato sul sito dell’Atac un bando per la vendita in quattro lotti di treni provenienti da diverse ferrovie. In breve i diversi lotti prevedono:

Lotto 1: 120 casse di cui 78 motrici più 3 motrici storiche e 36 rimorchiate più 3 storiche provenienti dal deposito Magliana Nuova della metro B per una base d’asta di 182.880 euro.
Lotto 2: 44 casse di cui 34 motrici e 10 rimorchiate provenienti dal deposito Osteria del Curato della metro A per una base d’asta di 76.000 euro.
Lotto 3: 31 casse di cui 8 motrici storiche, 20 rimorchiate e 3 carri pianale provenienti dalla Roma – Viterbo per una base d’asta di 20.090 euro.
Lotto  4: 46 dispositivi chopper per la trazione e la frenatura del materiale rotabile.

Qualora invece non si volessero comprare i treni e i dispositivi in blocco con obbligo di rottamazione, si possono presentare offerte per comprare i singoli pezzi senza obbligo di rottamazione con i seguenti prezzi di riferimento:

Elettromotrici/Locomotori: 2.200 euro
Rimorchiate/Carri: 120 euro
Dispositivo chopper: 200 euro

Ma perché questa vendita dovrebbe suscitare scalpore? Perché si tratta dell’ennesimo danno non solo per i pendolari, ma anche per la memoria collettiva.

I lotti 1 e 2 infatti prevedono la vendita delle MA 100, i convogli provenienti dalla metro A che vennero completamente restaurati per poter viaggiare sulla Roma – Lido. La vendita di treni e i dispositivi chopper comprati per quell’occasione, significa bruciare letteralmente, tutti i soldi spesi in passato. Già tempo fa una parte di questi convogli venne comprata da MetroCampania e fu impiegata con grande successo sulla linea Napoli–Giugliano–Aversa. Perché a Napoli le MA 100 funzionano e a Roma no?

Ma più sconcertante è la vendita dei cosiddetti rotabili storici della Roma – Lido e della Roma – Viterbo. Il lotto 1 infatti prevede anche la cessione dei locomotori del 1914 della Roma – Lido e il lotto 3 liquida tutti quei treni superstiti del 1932 appartenenti alla Roma – Viterbo. Quei convogli, che una volta rientravano nel progetto di ricostruire il “trenino della Tuscia”, ora sono a rischio demolizione.

Tuttavia il D.Lgs 42/2004 e successive modifiche ed integrazioni, può difendere la nostra storia. La Parte Seconda - Titolo l Tutela – Capo l oggetto della tutela- art. 10, parla chiaro: “Sono beni culturali le cose immobili e mobili appartenenti allo Stato, alle regioni, agli altri enti pubblici territoriali, nonché ad ogni altro ente ed istituto pubblico  e a persone giuridiche private senza fine di lucro, che presentano interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico. Più preciso è l’articolo 11 di questo decreto. Infatti alla lettera g) viene specificato che i mezzi di trasporto aventi più di settantacinque anni, sono beni oggetto di specifiche disposizioni di tutela.

Un bando che prevede la demolizione di rotabili del 1914 e del 1932 risulta quindi essere illegale.

Ma non sono solo questi i treni che si possono considerare storici.  Anche se non hanno raggiunto l’età di 75 anni la Mr 106 e la Mr 107, le ultime due motrici appartenenti alla primissima fornitura per la metro B del 1954 sono considerabili come materiale di grande interesse storico. Per non parlare poi delle Mr 200, del 1956 e delle Mr 300 del 1976.

C’è un’altra strada che l’azienda può intraprendere, una via meno irragionevole e vantaggiosa anche per i pendolari.  Con pochi ed economici interventi si possono ancora impiegare sulla Roma - Lido le MA 100 già convertite a suo tempo in frecce del mare, usando anche i chopper e tenendo i rimanenti come pezzi di ricambio.

Si possono trasferire alcune Mr 100 – 200 – 300 nel polo museale di Porta san Paolo e mandare le rimanenti nel semivuoto deposito Graniti della metro C, ora appartenente ad Atac.

Si può e si deve per legge preservare le motrici storiche della Roma – Lido e i convogli della Roma – Viterbo dalla demolizione e dal degrado.

Perché il trasporto pubblico non è solo autobus, biglietti, treni e tram. È anche un aspetto importantissimo del nostro vivere quotidiano ed è parte integrante della nostra storia la cui memoria dovrebbe essere sempre tutelata e valorizzata.

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