giovedì 17 aprile 2014

Della Vendita del materiale storico ATAC - parte prima


Massì vendiamoci tutto! Dalle pagine di @Ass_Cult_CeSMoT - Ancora una volta l’azienda di trasporto pubblico dimostra di avere una totale insensibilità verso la conservazione della memoria storica - Se si eccettua la struttura del Polo Museale di Porta San Paolo, struttura che purtroppo ha orari di visita talmente assurdi e scomodi da renderla difficilmente visitabile - non è stato preservato alcun esemplare di autobus storico preferendo anzi fare cassa vendendo le vetture come ferrovecchio - Senza altri commenti
 

Da: Cesmot Centro Studi sulla Mobilità e i Trasporti
 
La notizia del bando di gara con cui ATAC ha deciso di alienare una gran quantità di materiale ferroviario fuori servizio (http://www.atac.roma.it/page.asp?p=54 e http://www.atac.roma.it/files/gar.asp?r=1253 ) tra cui tutto il materiale storico delle ferrovie Roma Lido e Roma Viterbo ci lascia stupefatti e sconcertati.
 
Ancora una volta l’azienda di trasporto pubblico dimostra di avere una totale insensibilità verso la conservazione della memoria storica del TPL.
 
Mentre in altre città d’Italia le aziende di trasporto conservano il materiale storico (treni, tram, autobus) sia in servizio sia in collocazioni museali, facendone, a ragione, motivo di vanto ed orgoglio, a Roma , ormai da anni, si preferisce buttare tutto.
 
Se si eccettua la struttura del Polo Museale di Porta San Paolo, creata grazie alla competenza ed alla passione dell’allora presidente di Met.Ro. Spa Ing. Angelo Curci, struttura che purtroppo ha orari di visita talmente assurdi e scomodi da renderla difficilmente visitabile, se si eccettua il magistrale lavoro di recupero dello storico tram ad 8 finestrini numero “907″ compiuto da un’associazione privata, il quadro è di una sconfortante desolazione.
 
Dei tram storici girano con assiduità solamente le vetture ristorante, la virtuosa iniziativa del treno storico lungo i binari della Roma – Civita Castellana Viterbo è stata rapidamente gettata alle ortiche, non è stato preservato alcun esemplare di autobus storico preferendo anzi fare cassa vendendo le vetture come ferrovecchio, ed addirittura i tram ex STEFER sono dovuti andare a Torino per tornare a circolare dopo anni di abbandono a Roma senza alcun progetto di recupero. Senza dimenticare l’assenza di qualsiasi iniziativa culturale che possa avvicinare i cittadini romani al complesso mondo del TPL, come ad esempio giornate a porte aperte nei depositi.
 
Forse l’azienda pensa che per preservare la memoria storica basti pubblicare un libro sui bombardamenti durante la 2^ Guerra Mondiale, che sostanzialmente nulla aggiunge a quanto già noto, o esporre qualche foto presso un Centro Commerciale oppure le serate musicali del TramJazz?Si prenda esempio da Napoli o da Torino per la gestione del patrimonio storico. Come CeSMoT chiediamo a gran voce al Sindaco Marino, all’Assessore Importa ed al Ministero dei Beni Culturali di fermare immediatamente e con la massima urgenza la vendita del materiale storico, sottolineando come il materiale che si vuole rottamare ha oltre 40 anni e dovrebbe essere tutelato come archeologia industriale.
 
Riteniamo altresì troppo vaghe le indicazioni espresse da ATAC nel bando di gara circa la facoltà di revocare la vendita del lotto di materiale storico. Chiediamo inoltre ad ATAC l’apertura urgente di un tavolo con tutte le realtà dell’associazionismo romano al fine di intraprendere un percorso di recupero e salvaguardia del patrimonio storico del TPL romano che possa portare anche alla creazione di un museo del TPL romano.

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